Cammina per il Laurel Hill Cemetery.
Lo spicchio del sole che tramonta lancia una luce macabra e rossastra sulle lapide di marmo grigio, facendo allungare le ombre scure sull'erba secca.
Cammina fra alberi morti, i loro rami spogli allungati in una preghiera disperata verso il cielo sanguinante che è rimasta evidentemente inascoltata.
Segue una strada che sa solo di dover fare prima che il sentiero la porti in un campo sterminato di tombe. La terra smossa è fresca.
Maximilian Ethan Lee 1996 - 2024
Arthur Blake 2001 - 2024
Matthew Kevin Simmons - 1999 - 2024
Donovan Archer 1995 - 2024
Jennifer Fox 1998 - 2024
E continua così a leggere e a guardare ogni lapide dei suoi studenti, docenti, classer fino a fermarsi
Marcus Dansi 1958 - 2024 marito e padre amato.
Osserva la scritta, inginocchiandosi nella terra umida, le dita che vanno a seguire i contorni delle lettere in rilievo.
"Come ho potuto permettere che accadesse?"
Non se lo sa spiegare. Non sa spiegarsi perché lei è ancora viva e non è morta per provare a salvarli.
"Perché sei troppo debole per provare a fare qualcosa, Preside"
Si volta e si tira in piedi in un sol gesto, trovandosi faccia a faccia con quel volto scavato e pallido.
"Pestilenza"
"Preferisco Romanov"
"Ti abbiamo fermato"
"Ne sei sicura? Ah... Preside Carter dovresti davvero pugnalarti."
Si ritrova con un pugnale in mano, la lama lunga e lavorata, come quella di un rituale. Una iscrizione che in alcun modo riesce a leggere.
Il braccio le trema nello sforzo di non seguire il comando mentale che le viene impartito.
"Non hai la forza di opporti. Ed infondo... non hai già tradito tutti i tuoi figli?"
Pestilenza sorride e ghigna mentre si essicca e si disperde come polvere e Carestia compare dietro di lui.
"Uno in più che differenza fa?"
Nel momento esatto in cui il pugnale le trafigge il ventre e mette fine alla vita che ancora non ha dato al Mondo, vede materializzarsi la sagoma di un'altra donna. Lunghi capelli neri. Lilith. O almeno come se la raffigura.
10. La morte dei primogeniti maschi.
Mentre le osserva allontanarsi entrambe con la città ai loro piedi e si lascia morire perché ha perso tutto, tutto ciò per cui valeva la pena di combattere, perché ha perso l'Amore ed è solo un involucro senza nulla di importante dentro, la coglie insieme al dolore della perdita, ed uno strano ed l'insopportabile pensiero di non essere la Dea più potente di Philadelphia.
***
Quando si sveglia lo fa di soprassalto, in pieno pomeriggio dopo aver passato gli altri giorni già insonne. La fronte imperlata di sudore. Un grido che squarcia la calma della sua casa e le mani chiuse intorno a due lame di energia psichica, violetta, che manda una luce flebile tutto intorno.
Guarda le due lame, la risposta della sua mente a quella paura, la risposta del suo sangue a quel presagio di morte, la risposta del suo potere per essere più forte, per trovare un finale diverso all'incubo.
Non si dica che alla Scuola non ci si
sappia organizzare. Gli studenti, in un momento di particolare entusiasmo
soprattutto perché una Preside felice è una Preside che chiude un occhio, hanno
sistemato fiori e luci intorno alle scale e alla mobilia. Qualche candela in
giro, accese tutte contemporaneamente all'arrivo degli ospiti da un ragazzo dai
poteri di fuoco. Il tutto ovviamente reso possibile anche da persone che si
muovono alla velocità innaturale. Di altri che spostano cose senza bisogno di
muoversi. La cerimonia si svolge con delle promesse mormorate da una parte e
dall'altra, davanti gli occhi degli Amici e della loro Famiglia che, a quanto
pare, è davvero più grande di quanto tutti e due gli sposi si aspettassero data
la presenza dentro la Scuola. Zoe vestita da principessina con un vestitino
rosa cipria e un cerchietto con il fiocco, se ne sta in prima fila a guardare
la Mamma ed il Papà sposarsi. In quella cerimonia civile decisamente
improvvisata ma Maximilian, Arthur, Leana, Rebecca, Devon, Haze, Jassemine e Jamie,
Bjorn, Cornelia, Matt, Lia sono tutti lì a guardarli, a sorridere, qualcuno
come Jassemine a piangere anche se non lo ammetterà mai. Altri ancora come
Jennifer, Donovan e Connor ed il resto di professori e studenti li raggiungono
durante il rinfresco. Sono tutti legati. Dal sangue o dall’affetto poco importa,
a quella coppia che dal 1989 probabilmente aspetta questo momento.
°°°
Berlino – 1989
Iris Carter è giovane. Giovanissima ed è lì. In Germania. A Berlino. Davanti ad
un muro che deve essere distrutto per dar avvio ad una nuova epoca. Ad una
rivoluzione dell’assetto del Mondo. Lì senza bisogno di picconi o altro, a
distruggerlo pezzo per pezzo con i pugni.
Marcus Dansi è giovane. Giovanissimo ed è lì. In Germania. A Berlino. E mentre
partecipa alla frenesia di quel momento che sta entrando nella Scuola si
accorge di una donna che proprio umana non è.
“ E tu chi sei? Non sei… di queste parti vero?” Con quel sorrisone da faccia fa
schiaffi che nel 2024 avrà ancora.
“ Data la tua pelle nemmeno tu.”
“Io vengo da molto lontano.”
“Io di più.”
“Asgard.”
“Olimpo.”
°°°
Rowland che le fa da testimone ma che
prima la deve accompagnare, cedere idealmente la mano al suo futuro marito ma
prima si china su di lei, sfiorandole l’orecchio mentre le mette al collo la
catenina che le ha regalato per qualcosa di vecchio e di blu: una catenina con
il simbolo della civetta e una pietruzza blu scuro.
"Lo sai che i matrimoni ormai sono inutili no? Superati. Le donne forti e
indipendenti. Non hanno bisogno di un marito"
"Rowland… "
"Sei sempre in tempo per tirarti indietro, possiamo andare da soli
io e te e Pulce al pranzo al greco!"
"Rowland"
Lo richiama e gli sorride e lui che si
zittisce, le bacia la fronte, le sorride e la scorta lungo il corridoio.
Qualcuno degli invitati le ha dato qualcosa di prestato. Nel dubbio, si è fatta
prestare un bacio da Zoe, con la promessa di ridarglielo a fine serata. Alla
fine non le serve che Devon lascia acceso il motore della moto: nessuna ansia.
Solo felice. E' bella. Bella di una luce di cui
sono le Spose sono capaci. Lo sguardo acceso da quella scintilla che non se ne
va, mentre si sposta sul volto di Marcus e sorride. Non serve scappare via. Non questa volta. Lo aspetta da anni. Lo aspetta da sempre. Lo ha aspettato per innamorarsi davvero. Come diceva solo qualche giorno fa a Maximilian, nel suo ufficio, lei lo aspetta. Sempre. Da sempre.
°°°
Sudafrica, 1993
Caro Marcus,
Ormai sono cinque anni che non ci vediamo.
Cinque anni da quando ci siamo salutati a Berlino. Tanti anni da quando il
Mondo ha festeggiato una vittoria contro la divisione.
Mi chiedo se lo riuscirò mai a capire davvero questo Mondo. Sono qui, in questo
continente e vedo persone che si fanno una strana guerra fatta di restrizioni,
pregiudizi, leggi e violenze e tutto solo per un diverso colore della pelle.
Sono fratelli, sono parte della stessa immensa e brulicante umanità eppure sono
diffidenti, si vedono come diversi. Questo mi dà da riflettere... Cosa
succederà quando sapranno di noi? Niente di buono, temo. Non vedranno nulla
della nostra parte umana, ci vedranno come gli altri. Non vedranno in noi dei
fratelli.
E se qui non siamo fratelli, non abbiamo fratelli… come può essere davvero casa
nostra?
Mi manchi e vorrei averti qui. Non penso che invierò la lettera ma… Mi manchi e
vorrei averti qui. Lo scrivo e lascio che sia solo scritto e mai letto. Che se
non ci sei tu che leggi allora… non è reale. E’ solo un mio scrivere e
confessarmi e poi lasciare andare. Se non lo leggi è solo un pensiero di carta
e come molti pensieri ha vita breve. Mi chiedo se, ovunque tu sia, ti senti
solo senza di me. O se hai trovato qualcuno di simile a te che invece ti rende…
completo, felice. Forse tu, che viaggi in continuazione, lo stai cercando più
di me. Che cosa poi? Qualcuno da considerare una famiglia. Amici, amori… O
forse pensi che per essere felice serva trovare il posto giusto, non le persone
giuste. Che quelle poi arriveranno.
Io invece, Marcus, sono spezzata a metà. Non sono un divinità. Non sono
un’umana. So tutto quello che non sono ma non so… Che cosa sono? Chi sono? Cosa
diventerò? Tutte queste battaglie in cui mi sto gettando… smetteranno prima o
poi? Ma soprattutto: porteranno dove credo che il Mondo sia destinato ad
andare? E sono io che le scelgo o è il mio sangue che le sceglie per me? Si può
essere felici così… sempre lottando?
Questa vita Marcus… la prendo troppo sul serio. Forse. Forse no. Tu che viaggi
ed io che rimango a combattere guerre che non sono mie: è questo il nostro
diverso modo di trovare la risposta alla domanda del sangue che ci scorre nelle
vene? A volte penso che sarei dovuta partire con te fin da Berlino. Sarebbe stato
bello. Viaggiare e fare l’amore o come si dice da queste parti. Vivere in
sintonia nonostante siamo esseri così dannatamente diversi. Forse. Ma non è la
mia strada… Così spero solo che, rimanendo io ferma, presto il caso, le scelte
o la nostalgia ti portino ad incrociarti di nuovo con me.
Con affetto,
Iris.
°°°
Le promesse che gli fa sono semplici. Promette di amarlo ogni giorno di questa vita. Promette di proteggere lui e le cose che a lui sono care. Promette di essergli amica, moglie e amante. Promette di essere fragile solo con lui. Promette di non mettere muri che possano separarli. Promette che non ci saranno segreti né fantasmi che non saranno condivisi.
°°°
Philadelphia, Marzo 2024, Porto
Si danno battaglia. Lì. Si spintonano. Schiena contro i container freddi. Muscoli ammaccati. Un pugno. Una costola incrinata. Si fanno la guerra prima di fare l'amore. Urlandosi contro fino a capirsi.
" Che cosa vuoi che ti dica Marcus? Vuoi che dica che a volte odio il libero arbitrio? Che a volte penso che questi sciocchi non abbiano bisogno di una guida ma di qualcuno di più saggio che decida per loro? Che il mio sangue spasima per la guerra, per il potere e che quando ho sconfitto Kur è stato per fargli capire che aveva votato la sua vita ad una Dea sbagliata?! Una dea che non ero io?! Ma sono solo un'esule. Solo una dal sangue bastardo! Forse... Forse Adrien ha ragione c'è dell'oscurità in me. Tu vuoi la verità! La verità è che sono sempre stata sola prima che tu tornassi! Cosa pretendi da me?"
" Sei la
mia semidea, la mia umana e la mia futura moglie... se c'è un'ombra dentro di
te, se c'è un lato egoista io voglio conoscerlo... lui non merita questi
privilegio, non merita di conoscere i tuoi fantasmi ed io no... io devo essere
il primo a vederti per intero! Siamo differenti, siamo il caos e l'ordine ma
siamo entrambi votati a quello che è bene in fondo in fondo. Sei la mia dea Iris, la donna che voglio e colei che ascolto... sei
già una leader, il tuo essere umana... questo ti permette di essere migliore di
tutti quelli che stanno lì fuori. "
Nel fondo di questa notte la tenebra mi potrebbe soffocare se accanto a me non ci fosse lui - finestra aperta, illuminata da cui prendere il respiro.
°°°
La Scuola che è piena di vita. Piena di persone belle. Il meglio del meglio dice Marcus. Bjorn che le da il benvenuto in famiglia ed un dono per le loro fughe dal Mondo. Devon che rischia, lei lo sa, anche solo per essere lì. Lia che regala al loro matrimonio la torta che lei non aveva fatto in tempo ad organizzare perché quegli amici sono lì, chiamati da messaggi veloci e non da biglietti in oro. E solo grazie a docenti e studenti ha potuto sistmare la scuola per la festa. Perché si sono chiesti di sposarsi ormai mesi fa ( ed ogni volta c'è da dire, lo fanno meglio ) ma solo oggi hanno scelto di farlo... da quando ne hanno parlato a due ore.
°°°
Lo stesso giono, la mattina, casa Dansi - Carter
"Sei pronta per contrattare?"
"Contrattare? Mh va bene. Ti ascolto. Sono tutta orecchie."
" Sposiamoci oggi "
"Co-Cosa? Og-gi? "
" Si, il matrimonio da tante agevolazioni sociali e giuridiche "
" E'... per questo che me lo stai chiedendo? "
" No. Era un modo come un altro per convincere la tua parte più logica e razionale che c'è qualcosa di utile, per questo ti ho elencato prima quei motivi. Il motivo principale è questo... io ti amo e voglio il mio cognome associato al tuo, voglio che tu sia mia moglie per tutti e voglio che Zoe sia a tutti gli effetti mia figlia... voglio entrambe. "
" ... Sposiamoci. Oggi. Voglio essere tua moglie e voglio che tu sia mio marito. "
°°°
Jennifer che dice quanto sia figo che sua Deiditudine e CioccoThor si siano sposati. E li fa sentire sempre più fighi e almeno un po' più giovani. Donovan che ha preparato Brenda con un piano di volo per loro e fa cadere palloncini e coriandoli sulle loro testa. Connor che prende la parola:
"Sarò breve, signori, amici, studenti e... preside. « Alza il bicchiere in sua direzione. »
tutti noi abbiamo passato giorni terribili di recente, la scuola stessa
ha perso dei nobili e dei valorosi classer che ancora oggi piangiamo,
ma... « Prende fiato abbassando il bicchiere che ora tiene con entrambe le mani. »
è in giorni come questi che mi accorgo di quanto sia importante
festeggiare e di come sia importante stringersi ai propri cari, alle
persone che si ama. « Riporta lo sguardo agli sposi. »
Marcus ed Iris, voi mi avete ricordato di quanto sia importante la
speranza, e di come indipendentemente da quanto possa andare male, ci
sia sempre il modo di recuperare, migliorare ed ottenere la vera
felicità, affiancandosi alla persoan che si ama e di questo devo
ringraziarvi... quindi... « ed alza il calice. » Auguri di cuore... ps: le figlie di afrodite stanno morendo d'invidia per quanto tu sia bella, oggi."
Arthur che fa giochi di prestigio con la torta Haze che li abbraccia e dice di volergli bene. Jamie che strappa il tempo dal lavoro solo per esserci. Maximilian che crea l'atmosfera accedendo le candele con le sue fiamme blu ed è davvero felice per loro.
Abbracci. Baci. Saluti. Congratulazioni.
Il taglio della famosa torta che precede i balli ed il permesso, più unico che raro della Preside, di ubriacarsi e di prendere la serata libera ma è preceduta dal discorso dello Sposo.
" Ogni volta che affrontiamo la vita, le nostre paure dobbiamo migliorarci e diventare gentili... a nostro modo.
Ho incontrato Iris decenni orsono quando molti di voi non erano ancora
nati e siamo stati oltre trent'anni separati ma in contatto, alla
continua ricerca di qualcosa quel qualcosa che avevamo già... noi due ma
eravamo giovani per capirlo e avevamo bisogno delle giuste esperienze e
del tempo necessario per capirlo.
Poi qualche mese fa mi ha tirato dentro questo istituto e siamo
riusciti a capire che la cosa che la mancanza di un posto non deve
precludere ed escludere tutto il resto. Ti amo. Sono orgoglioso di avervi conosciuto e di averci fatto quest'immenso regalo... Insomma grazie perché siete importanti forse senza neanche rendervene conto.
Affronterò dieci mannari, le ombre oscure del
passato, le sabbie del tempo, le distanze e le dannatissime discussioni
nelle quali finisci sempre con l'avere ragione e tutte le difficoltà per
darci la possibilità di un giorno come questo in mezzo al mare di... Di difficoltà che dovremo affrontare. "
Un bacio. Un applauso. " Grazie per essere venuti. Siete la nostra famiglia. "