domenica 13 dicembre 2020

Ti reggo la realtà: tu abbandona il senno.

 E' sfibrata: i legacci di sé stessa si stanno allentando.
Il viola nelle vene. L'oro negli occhi. Il misticismo nell'anima. 

E' stanca. Non ha riposo nel sonno: quando si addormenta inizia un'altra veglia. Una vita non sua... o forse un po' si.


Nella stoffa della notte
ho passi infangati
l'equilibrio animale mi custodisce.
Belve smisurate
con il muso appoggiato alle zampe
mi vegliano e dicono:
"Ti reggo la realtà
mentre dormi,
tu abbandona il senno".

 


 


E lei lo fa. Cede alle voci. Si addormenta anche quando non dovrebbe. L'acqua della vasca diventa lastra di ghiaccio. Il gelo è l'incubo della sua vita e di quella dell'altra. La rabbia non sua... o forse un po' si.

Siamo tutti punteggiatura
dello stesso sistema lunare?

Vi si addentra sempre di più, sempre più in profondità, sempre più lontano, sempre più freddo. Le hanno detto che dovrebbe aver paura di perdersi, le hanno gridato che deve preoccuparsi. Hanno avuto - loro, no non loro, Lui - paura e preoccupazione per lei. Entrambe cose che non capisce, che le sono aliene più di quell'odio. Gli esseri umani hanno paura e si preoccupano: a volte non ricorda cosa significhi, altre volte se lo ricorda benissimo ma sa che a lei non competono. Non a lei. E' solo una tempesta. E' solo una partita a scacchi. E' solo un gioco fra Dee.
Maximilian non la riconosce. Vorrebbe spiegargli che è fatta di sentimenti violenti, che quel sapore di esilio è il primo boccone amaro della sua vita e lo sente ancora come cenere sulla lingua. Ma non glielo spiega. Gli dice solo che ha un piano. Che funzionerà. Che vincerà. E' solo una partita a scacchi.
Così, per tornare indietro: immagina che cresca camomilla nella neve che calpesta. E i passi vanno avanti ma la riportano dove deve essere. Dove dovrà sempre essere: con Lui, con la loro famiglia.

La risvegliano le risate del piano di sotto, l'Amore tutto intorno.




Perché lo ha spiegato a Kris, con la semplicità con cui si possono spiegare solo i segreti dell'universo: bisogna arrivare alla capacità di guardare il tutto senza perdere di vista il piccolo. Di vedere l'insieme: passato e futuro ma combattendo per l'attimo.

Siediti con me a guardare
i miracoli del balcone,
l'erba guerriera alza i pugni
contro il vento mietitore
un'accensione di note
un preludio al duello
che fa musica costante.

Le senti queste voci?
E' solo musica costante.
E' solo il preludio al duello.
Fra Lei e ... lei.

 


 

giovedì 3 gennaio 2019

Per ora

Quando torna a casa, dopo il compleanno di Maximilian, dopo il capodanno, dopo l'augurio di buon anno più falso e meno sincero che abbia mai fatto perché la speranza che lo sia, un buon anno, non ce l'ha. Non crede che lo sarà. Non pensa che il Mondo sia sulla via della salvezza. Non pensa che sopravviverà.

Lascia a Max fare il padre. Lascia che siano braccia forti e cuore coraggioso e schiena dritta a mettere a letto i propri figli.

Lei corre in bagno, lascia scorrere l'acqua del rubinetto e si prende giusto un po' di tempo per dare di stomaco ansia e frustrazione che le stavano marcendo dentro.

Ha dentro di sé un germe invidioso che cerca di scacciare accendendo il tablet, il suo regalo di Natale, con la voce del suo (quasi) marito a dirle che la ama e poi tutti i frammenti della propria storia, della loro, di Philadelphia e degli Stati Uniti che scorre in sottofondo. E allora quell'invidia diventa ancora più aliena, straniante.
Gli umani possono bere.
Gli umani non hanno documenti infamanti.
Gli umani sono criminali solo per scelta non per nascita.
Gli umani possono fare bambini che non vengono chippati.
Gli umani possono sposarsi. E non essere destinati ad un quasi infinito.

Invidia Andrea: quello che potrà fare senza problemi una volta che avrà dato alla luce suo figlio. Quello che a lei è negato.
Invidia di quel bambino ancora non nato tutto quello che potrà essere e decidere di sé stesso mentre vede i propri figli condannati ad essere qualcosa di diverso, anche solo per essere suoi figli, per crescerli come hanno deciso di crescerli. Perché Johnny porterà sempre con sé il trauma di chi l'ha abbandonato, con ferite che nonostante i suoi poteri non guariranno mai, perché Zoe sarà sempre troppo uguale a lei per trovare il suo giusto posto in questa realtà ed Iris Jr troppo intelligente per essere felice e privata dei diritti che dovrebbe avere perché porta i loro nomi e James che pensa già di dover usare i propri poteri per portare bene nel mondo ma nel modo c'è a mala pena l'amore. E Olympia che è nata e cresce clandestina e la sua vita non esiste per nessun altro che non per la sua famiglia. E per quel bambino che ancora non esiste se non nell'immaginario e nei lapsus dei suoi genitori e che se diventasse un'anima, un'anima proprio adesso forse avrebbe quello stesso seme arrabbiato e malevolo e oscuro che sua madre si tiene dentro senza dirlo.

In quell'invidia, in quell'invidia verso quello stesso popolo tanto protetto e biasimato tanto amato e odiato tanto guidato e osteggiato, c'è la vera ripugnanza di sé stessa. Perché quando si trova Jamia davanti, non desidera intimamente la sua stessa sorte. E' un ritorno all'antica sé stessa, al bisogno di comandarli e comandarli tutti, di non essere più umana, di non avere più niente di umano, di impedire il libero arbitrio che condanna la sua vita e impedisce a lei di scegliere, quel libero arbitrio per cui sono tanto fortunati che permette loro di giudicarla e di condannarla e di commettere quegli sbagli che hanno imputato a lei solo per chiamarli miracoli quando sono loro a farli.

Ma...

Il mito greco insegna che si combatte sempre contro una parte di sé, quella che si è superata, un antico sé stesso. Si combatte soprattutto per non essere qualcosa, per liberarsi. Chi non ha grandi ripugnanze, non combatte.

E allora lascia che le parti di sé si diano battaglia, per tutto il tempo in cui fa l'amore con quello che non si farà dire che non è suo marito solo perché per questa Terra non lo è ma cercherà in ogni modo di farsi che lo sia, per tutto il tempo dei propri incubi fino a quando non è la voce di Zoe a richiamarla.
Mi lavo i denti in bagno,
ho un bagno.
Ho i denti.
Ho una figlia che canta
di là dalla parete.
Ho una figlia che ha voglia di cantare
e canta.
Può bastare. (*)

... Per ora.

mercoledì 25 luglio 2018

Prosopagnosia

 And if you call my name
I don’t recognize it
If I look at my face
I don’t recognize it
I don’t recognize it
I don’t recognize it
I don’t recognize it
I don’t recognize it






Quando vede la sua faccia, sull'elenco dei ricercati: non si riconosce.
Quando associano il suo nome a quello dei ladri: non si riconosce.
Quando le dicono che è un assasina: non si riconosce.
Quando ragionano sui fallimenti della sua vita: non si riconosce.
Quando l'accusano di essere un Comandante ingiusto: non si riconosce.
Quando la ricordano come una algida stronza... beh no, quello si. Che di questi tempi, con questo caldo, sarebbe meglio se lo fosse davvero.
Quando la condannano come capo di criminali: non si riconosce.
Quando la paragonano alla PhoeniX: non si riconosce.
Quando si guarda allo specchio con tutto quello che ha fatto e ha accettato o è capitato o ha combattuto o ha dimenticato: non si riconosce.
Quando si vede troppo giovane: non si riconosce.



Si osservò nello specchio, non si trovò nessuna ruga in più
Ce l'ho dentro, di sicuro,
pensò.(*)



*:Jose Saramago.





giovedì 10 maggio 2018

Mother, Woman and Commander

Tu sei... Un uomo strano, Miller. Non ti preoccupi di ammazzare decine di persone ma ... Non fumi vicino ad una donna incinta. A me, nel particolare e non siamo certo amici. Perché?

Perchè non sai un cazzo di me, Carter. Nessuno sa un cazzo. Solo quello che dicono i giornali e quello che vogliono far sapere in giro.

Non è vero che ammazzi le persone perché sono umane o perché lavorano per il Governo?

No. Le ammazzo perchè mi rompono i coglioni. Li rompono a te. Li rompono ai tuoi ribelli hippie e li rompono a noi terroristi del cazzo. E cazzo, probabilmente li romperanno anche a tuo figlio quando nascerà. 

Mother do you think they'll drop the bomb?
Mother do you think they'll like the song?
Mother do you think they'll try to break my balls?

... Si lo faranno. Ma non gli insegnerò che ucciderli sia l'unico modo per cambiare le cose. Perché non lo è. Perché voi danneggiate le persone che volete rendere libere, quando uccidete in nome di quella stessa libertà. Perché non è così che la otterrete.

Mother should I run for president?
Yeah.

Mother should I trust the government?
No, baby, no. Non farlo.

Mother will they put me in the firing line?

Maybe.
Se la guerra non la finiremo noi.

Ooooh aah, is it just a waste of time
 Bambina no, ti prego, non crederlo.


Quando Victor Miller la cerca per proporle quell'alleanza, lei rifiuta.
Quando Anarchy la cerca per sedarsi al tavolo con i suoi capi, lei rifiuta.

Tutti le offrono qualcosa. Più con insulti che con lusinghe, questo ne va dato atto.
Proposte allettanti, Diavoli che sussurrano all'orecchio per una vittoria facile.
Ma a lei, le cose facili, non sono mai piaciute.

Gli uomini spesso scelgono la strada più facile. I figli di Athena invece, di due attività che gli sono state insegnate preferiscono la più difficile perché nessun giocatore di scacchi gioca a dama.

Quando tutto questo sarà finito.
Non se, ma quando.
Ci guarderemo ancora allo specchio con fierezza.

E' l'unica cosa che può offrire ai suoi Ribelli.
Perché non può dargli altro: non può dirgli quando sarà, quel quando.
Perché non può offrire altro, come Comandante.


E quando torna a casa.
Si chiede che cosa possa offrire, all'uomo che le bacia il ventre.
Cosa possa offrire ancora, a 64anni suonati e diciamolo... un sacco di battaglie perse alle spalle. Anche se non le ammetterebbe mai.




Non può dargli nulla che già non gli abbia dato una volta.
Se non ... quello che non ha mai dato a nessun altro.


E iniziare davvero a credere che si possa essere felici anche senza vedere il Sole per giorni. E che una casa accogliente si possa scavare nella base, se le fondamenta di chi la abita sono forti. E che la Luna di una squallida periferia sia abbastanza per essere romantica o per far compagnia ad una passeggiata. E lei, la donna che è oggi, possa ancora provare ad essere Atena che sussurra parole e consigli all'orecchio del suo campione prediletto prima della battaglia anche se ormai è solo un fantasma di quella che era, che Lui voleva celebrare con il marmo. Ma ancora... Offrirgli la propria umanità più che il suo sangue divino. E i ricordi che ancora le restano, fosse anche di un tramonto infinito ammirato anni prima che lui nascesse o che fosse un Uomo e tutte le albe nuove alla riva di un fiume che le spettano ancora. Ogni propria sapienza e fragilità. L'oscurità che le alberga dentro, anche quella, se necessario, per non farlo sentire solo in un Mondo in cui... di realmente buono sono rimasti solo i bambini. E' rimasta loro figlia. Che ancora deve nascere. A cui, davvero, non sa che cosa potranno offrire. Se non ... La mattina, ritenere ancora plausibile l'impossibile e la colazione tutti assieme e l'Amore e la speranza di un mondo migliore. 



lunedì 23 aprile 2018

Sapere che esisti

Sono passati appena quattro mesi dal tuo concepimento e non so ancora di che sesso sarai. (…)
Il tuo arrivo in questo mondo non è il frutto di un incontro casuale né della dinamica naturale del matrimonio. 

(…) Vedere la tua prima ecografia ha confermato i miei sospetti su quanto sia irrazionale l'amore di tuo padre. Era incredibile vederlo sorridere mentre sosteneva che quel piccolo extraterrestre in bianco e nero era il nostro prezioso figlio. Non posso negare di aver provato anch'io una strana emozione, ma ho preferito aspettare prima di dare la mia opinione sul tuo aspetto. O beh: ho fatto presente che la testa gigante deve avere il suo fascino.

So che ti trovi perfettamente a tuo agio lì dentro, Effie dice che ti manca solo un mohito con l'ombrellino e malgrado la tua incoscienza spero che te la stia godendo, perché questi nove mesi saranno forse le tue uniche vere vacanze: il mondo qui fuori è pericoloso, stupido e implacabile. Ma se eviterai di leggere Paulo Coelho, di ascoltare il reggaeton e di vedere i programmi del mattino alla tv, il mondo può anche essere un posto meraviglioso. Si tratta, figlia mia, di vivere. E vivere è quasi sempre un lusso.

Ti chiederai perché sto programmando di portarti in questa specie d'inferno che si chiama Philadelphia, visto che ancora non mi hai fatto passare nemmeno una notte insonne. Non ho una risposta chiara. Non lo so perché tuo padre non prende la macchina, non ci carichi tutti dentro e non ci porta via. Non lo so perché non lo faccio io. L'ho già fatto, in passato ma questa volta è diverso. Questa volta non possiamo andarcene, non ancora. Non adesso.

Sapere che esisti mi libera dal peso di essere me stessa e mi fa venire in mente progetti nuovi e sconosciuti. So che sono responsabile di quello che sarà di te e che questo è un mondo del cazzo per crescere, ma per quanto ne sappiamo è anche l'unico dove le api ronzano e i passeri ridono.

Sapere che sarai qui rafforzerà il mio legame con la vita. Fino a ieri ero preparata ad affrontare i miei timori, ora dovrò imparare tutto di nuovo. Non ho mai creduto che uno debba essere amato semplicemente per il fatto di essere com'è. Credo invece nell'amore che si costruisce e si rafforza in quest'avventura unica che è la vita.
Spero che mi amerai, spero di non fare cazzate.
Gli Dei lo sanno... Spero che non le faccia tuo padre perché vorrei che tu lo amassi e che lui si meritasse quel tuo amore, senza mai doversi far perdonare niente da te. 

Suppongo che essere per metà olimpica avrà i suoi vantaggi, come per me però sono sicura che ti divertirai di più con la tua metà umana.

Ho aspettato tanto prima di avere tua sorella Zoe. Volevo garantirgli un mondo sicuro, privo di pericoli e prevaricazioni.
Non penso di essermi sbagliata: è solo che le mie garanzie non garantiscono nulla. Il mondo è un posto pericoloso e l'unica cosa che possiamo fare per quelli che amiamo è amarli. Sono cresciuto senza sicurezze e con molte privazioni ma se sono cresciuta io, potrai farlo anche tu. E ti prometto che avrai l'amore indistruttibile di tua madre a proteggerti. Quello che io non ho avuto.

Tuo padre è una persona fantastica, fatto di un legno pregiato e con un'anima che conosce tutte le stagioni, anche se credo che ad un certo punto sia rimasto impantanato nel suo stesso Inverno.  Ma credo anche che... stia rifiorendo da quando ci sei tu. 


Decidere di avere un figlio significa credere implicitamente che esiste ancora la possibilità di sognare. Io ho scelto di provarci ancora, ancora una volta. L'ultima. Ci stiamo giocando tutto io e te, piccola mia. Spero che ne valga la pena come dice Zio Brendan.

Non so che tipo di persona sarai, come al solito mi spaventa sentir dire che molto dipenderà da me. Ma è ancora presto per spaventarmi.
Sei figlia di due culture, di due lingue, di due storie.
Spero solo... che ci saremo sempre per vederti mentri scrivi la tua.

La Mamma






Nota: l'intero post è ispirato / modificato a partire dalla Lettera al figlio, scritta da Efraim Medina Reyes

giovedì 22 marzo 2018

Contro quelli che mi fregano la vodka. Contro quelli che mi fregano la vita.


Ho intenzione di prendermi tutto il tempo del mondo,
valutare ogni cosa per bene, anche i miracoli,
e di stare in guardia, se possibile
più attento, più guardingo,
contro quelli che peccano contro di me,
contro quelli che mi fregano la vodka,
contro quelli che mi fanno male. *







E allo stesso tempo decide di seguire le parole di Andre.
Perché lui in lei non vede un buco nero ma solo un vuoto:
E allora buttaci sopra queste pezze, ingolfalo.

Lasciare alle spalle quello che fa male.
Riempire la notte e le albe e le merende e le sbronze con chi le fa bene.
E ridere e ballare e regalare collane e farsi il bagno e le gite fuori porta ed essere leggera e dire che va bene a provare a crederci davvero e mandare messaggi da ubriaca e brindare ai discorsi e giocare con la glassa e cucinare insieme e mangiare il cioccolato e la marmellata e non privarsi non privarsi non privarsi di niente.






* Raymond Carver

domenica 11 marzo 2018

Sprecar parole

Passò un colpo di spugna senza lacrime
sul ricordo di Florentino Ariza,
lo cancellò del tutto,
e nello spazio che occupava nella sua memoria
lasciò che fiorisse un prato di papaveri.

Gabriel Garcia Marquez - L'amore ai tempi del colera



Il Pygoscelis papua o pinguino Gentoo perlustra tutta la spiaggia
alla ricerca del sassolino perfetto.
Le persone, si impegnano meno dei pinguini.



E' definitivo il modo con cui gli dice che non l'avrà più nella sua vita.
Definitivo come tutto ciò che finisce dopo aver fatto troppo male senza motivo.
Un po' se lo chiede: che effetto deve fare non avermi più nella tua vita dopo che sono l'unica che ci è stata sempre?
Un po' se lo chiede, un po' non le importa. Perché per la prima volta da quando lo ha accolto nella Scuola... Non è più un suo problema, una sua preoccupazione.
Non lo sono più i suoi silenzi.
E' stanca dei fantasmi degli altri, dei loro pesi, della loro debolezza o forte ostinazione di non saper accogliere la leggerezza di una vita che è troppo breve anche per una come lei. 

E' il motivo per cui quando Phantom Quartz le dice che ha cose che non sa lasciarsi alle spalle, lei non indaga. Non quel pomeriggio.

Si sacrifica troppo ogni giorno per altri, altri che nemmeno conosce, per una Causa, la sola che valga la pena in quello strano Mondo in cui è sempre fuori posto. E allora... agli altri chiede, no non chiede, pretende, almeno un sassolino. L'impegno di cercare quel sassolino. Altrimenti... Altrimenti è tutto definitivo.


Alla mia povera fragilità
guardi senza sprecar parole.

Tu sei di pietra, ma io canto.
Tu sei un monumento, ma io volo.

Io so che il più tenero maggio
all'occhio dell'Eternità è nulla.

Ma io sono un uccello e non incolparmi
se una facile legge m'è imposta.
                         Marina Ivanovna Cvetaeva
da PensieriParole <https://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-64716>





Basta sprecar parole.
Basta sprecar poesia.






domenica 4 marzo 2018

Donne che guidano uomini

Sono coraggiose le donne,
ci costa caro, ma bisogna ammetterlo.
La fragilità? Solo uno stato culturale,
più che un dato biologico.
Sono forti e coraggiose, le donne.
Quando scelgono la solitudine,
rinunciando a un falso amore,
smascherandone la superficialità.
Sono coraggiose le donne, quando
crescono i figli senza l’aiuto di nessuno,
rivalutando l’ancestrale primato,
quello di essere mamme.
Hanno il coraggio di non chiedere
a uomini che sono anche padri,
la loro presenza, puntualmente assente.
Uomini che rifuggono le proprie responsabilità,
trincerandosi in comodi ruoli o paraventi
infantili di adulti mai cresciuti.

Sono forti e coraggiose, le donne,
quando a discapito di tutto e di tutti
scelgono i propri compagni; costruendo solide storie
spendendo patrimoni sentimentali, contro la morale comune.
Sono la speranza del mondo, le donne, in qualsiasi
circostanza continuano a far nascere uomini,
che poi le tradiranno.



Rigira fra le dita il fiorellino selvatico che James ha colto per lei e per Andrea.
Se lo prende in braccio suo figlio, anche se non ha fiato, anche se è rotta fino allo sterno, fino al cuore.

Suo figlio che è solo un uomo in potenza.
E che è un traditore in potenza.
Uno che spezza cuori in potenza.
Uno che abbandona in potenza.
Un'irresponsabile in potenza.
Una brutta persona in potenza.
E' un cattivo padre in potenza.

Ma per sua fortuna... Ancora non è niente. Ancora è innocente. E' ancora troppo buono per fare male. Ed è buono perché sa che se solo immaginasse che fa soffrire la mamma, a chiederle di prenderlo in braccio, non lo farebbe.

James è l'innocenza che lei non ha mai avuto. Quella dei suoi figli è, ormai, l'unica innocenza che riesce a vedere come spiega a Brendan mentre la neve viene intrappolata dalle ciglia come rugiada dalla tela del ragno.

E così quando sistema la suit di Andre, quando gli parla, quando lo consiglia non riesce a vederla, l'Innocenza.
Non vede lui e non vede più nessun altro come un bambino, come uno studente. Non importa l'età. Non importa l'esperienza.
Non importa che, a volte, si senta ancora una Preside. Che loro vogliano, la Preside.

Li vede come uomini.

Uomini che tradiscono, che ripudiano, che pretendono un patrimonio sentimentale che non sa se è in grado di investire perché di certo non è una ricca ereditiera di affetto.
Che falliscono, che sbagliano, che mandano tutto a puttane.
Che hanno il potere di amarla, di odiarla, di desiderarla, di deluderla, di lasciarla.

Fortuna, comunque, che loro non lo sanno.

Vorrebbe dirlo a Scout: ci vuole coraggio a continuare ad essere la guida di uomini (e donne) che poi ti tradiranno.
E se poi lo fanno davvero?

Le vorrebbe dire che ... né la Donna né il Comandante riuscirebbe a perdonarli.




sabato 24 febbraio 2018

Con leggerezza pensa, con leggerezza dimentica

Per vivere, proprio come per nuotare, va meglio chi è più privo di pesi, perché anche nella tempesta della vita umana le cose leggere servono a sostenere, quelle pesanti a far affondare. (Apuleio)

E a Maximilian Lee ha detto che avrebbe insegnato a nuotare.

***

Quando si accorge che tutte le cose di Max e dei bambini hanno invaso i suoi alloggi, sorride.
La sua stanza accoglie la sua roba come se fosse rimasta vuota solo per quel momento.
Come quando si fa l'amore e si mescolano le proprie vite.
Ma un trasloco dura più di un orgasmo. Anche di quelli che gli da lui.
Per cui... sorride.



Lo fa anche se camera sua era spoglia e ora non lo è più e una parte di lei pensa che lui abbia decisamente troppa roba.


Glielo vorrebbe dire:

il passato è un ottimo combustibile Max, brucia tutto. Brucia tutto il resto. Brucia le foto. Brucia il metallo e l'argento. Fallo sciogliere. Da fuoco a quello che non è adesso perché non si è meritato di starsene qui con noi, perché c'è spazio per tutto qui ma non per quello che è andato. Ci ingombra. Ci appesantisce. E noi ci meritiamo di essere leggeri. Almeno quando siamo in due.


Ma no. Non lo dice.
Perché non è importante. Perché forse non è giusto.
Perché da quella notte aveva deciso: come la terra.
E la terra accoglie la pioggia che le serve e quella che non le serve.
Ed è sotto l'acqua che lui le ha chiesto di crederci.
E nell'oscurità l'ha guardata come un miracolo. E lei vuole essere quel miracolo.

Lui è uno di gesti.
Che la sua storia ce l'ha addosso.
E tutta intorno, fin dentro ai cassetti.
Lei è una di parole.
Che viaggia leggera.
E forse è meglio così...
Così non può notare tutto il passato che non si ricorda più.

mercoledì 14 febbraio 2018

Ogni volta che mi dai un bacio muore un nazista.

Ogni volta che mi dai un bacio muore un nazista. Mi baci?
E sia, un nazista in meno.(*)


Ogni volta che mi baci, muore un Demone, lo sai?
Quanti ne facciamo fuori se facciamo un bambino?
Credo che nostro figlio salverebbe il Mondo.










***

L'acqua della doccia è così bollente che le macchia la pelle di chiazze rosse. Si sente ancora addosso il sangue nero sputato da Max. Il suo stargli vicina lo sta uccidendo. E' colpa sua. E i Monaci e i Demoni hanno sbagliato. Non è più lei quella più forte. Non lo è da tanto tempo. Ma questo non le impedirà di salvare il Mondo.

***

Prepara gli zaini dei bambini ci infila vestiti di ricambio, un solo pupazzo a testa. La copertina di James, le merendine preferite di Johnny, una copia dell'Odissea illustrata per Irs Jr. da farsi leggere da...

- Zoe dovete andare. Tu sai cosa fare. Vi porteranno alla casa sicura. Mi raccomando il telefono. Sempre acceso, mi hai capita?
- Mamma... Ma che succede? Dicono che Max sputa sangue strano.
...
- Mamma. Mamma hai paura? Perché dobbiamo andare via?

Si abbassa all'altezza degli occhi azzurri di sua figlia, stringendola al petto con forza, strizzando le palpebre pesanti perché è del suo odore che ha bisogno, non di fissare il muro alle sue spalle. Quella parete è un limite. Il profumo della sua bambina invece sa di futuro.

- Andrà tutto bene Zoe. Lo giuro. Devi pensare ai tuoi fratelli, va bene? Me lo prometti?
- Fratelli? ... Ok. Promesso.




*: Guido Catalano

lunedì 12 febbraio 2018

Point of View

Ci sono cose che non devo dire a quanto pare.
Quelle cose che guai a parlarne con qualcuno.
C'è Zoe che non gli posso mica dire che 
Iris Jr è umana e non dovrebbe proprio
affezionarsi in questo modo che 
poi lei diventa grande e lei pure
ma ad un certo punto si fa vecchia e muore e
si trova senza sorella minore. 
Che la Mamma non lo sa
che io so cosa sia
la morte di qualcuno.
Lei dice che partono
ma partono dove?
No troppo strano.
Mica uno va in vacanza 
per così tanto. Boh.
A Johnny mica gli posso dire
che anche io voglio stare con Papà
che voglio stare a letto con Mamma e Max
ma non c'è mica bisogno di fare tutte quelle scene.
ma Mamma dice di fare il bravo bambino
e queste cose un bravo bambino non le fa.
Non posso dire Max che a volte mi sbaglio
e non dire Zio perché lo voglio chiamare Papà
ma noi con i Papà di solito non si sta.
E quando Mamma mi chiama da lontano
e mi dice dai James andiamo
c'ho sempre paura che ce ne partiamo.
E invece a me piace la nuova faccia della Mamma
adesso che è felice 
e ha di nuovo gli occhi verdi da Mamma
e non gialli, non lo sa, non le si può dire
che se no piange e pensa di essere cattiva
e secondo me invece, ha solo paura.


"A che pensi James?"
"A niente mammina"






martedì 6 febbraio 2018

Se non ti fa perdere il lume oscuro della ragione






Non sono sempre stata buona con lui, anzi di solito ero una figlia di puttana. Lo amavo tanto e non sapevo cosa fare. Invece di dargli ciò che sentivo, di colmarlo di quell'amore aspro, me lo inghiottivo. È una cosa che non riesco ancora a capire: il suo amore mi arrivava senza problemi, il mio invece non fluiva verso di lui. Credo che il suo amore reprimesse il mio. Lui e il suo amore formavano una sostanza densa in cui io e il mio amore rimanevamo impantanati, allora diventavo una furia e lui non riusciva a capirlo. L'ho trattato male molte volte perchè ero disperata.

E.M.Reyes - C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo




***


"Mi dispiace" lo chiede a Max, con un senso di colpa che le macera il cuore e lo fa annegare in una tristezza densa e grigiastra. Non è mai stata una persona portata al chiedere scusa, nonostante si senta colpevole di così tante cose da perderci il senno. Non lo ha chiesto quando ha ucciso, quando ha divorziato, quando ha sciolto la YGS.
Concede il perdono ma non lo domanda. E non c'è niente di cui vantarsi ma così è.
Invece lì, sotto l'acqua bollente di una doccia troppo piccola per due, lo invoca con un mormorio.

Scusa se ti amo così. Perché forse non l'ha mai imparato come si ama, perché forse continua a nasconderlo quell'amore, continua a inghiottirselo come l'ultimo boccone che non si vuole condividere per paura di rimanere affamati e così quando le esce fuori, quando non riesce a trattenerlo per sè, è irruento e vuole tutto e pretende tutto e non può accettare niente di meno di quello che si aspetta.
Vorrebbe dirlo ma le esce un tremante "Scusa" e basta. Più semplice, meno compromettente ma ugualmente onesto.
"I love the way you love me." 

 Il mattino è un inferno d'acqua bollente, vapore, segni sulla pelle, violenza addosso, stanchezza dentro, pretese, ordini, confessioni, morsi.
Il pomeriggio è un purgatorio in cui non le piace stare perché è da sola.
La sera è un paradiso di accettazione, di carezze, sussurri, baci morbidi, cicatrici che non terrorizzano, nomi che non ti urlano in faccia, di muri che crollano, di passato che non spaventa e di futuro più vicino.

Amore e intelligenza non sono mai andati d'accordo.
L'ha sempre vista così. E ha sempre preferito l'intelligenza. Sempre.
Forse per questo non riusciva a farlo fluire da sé, per questo le rimaneva intrappolato fra petto e testa.
Ma ora, per la prima volta in vita sua, l'ha capito:



Non  chiamare amore
la somma dei tuoi ragionamenti
e processi razionali
se non ti sconvolge, se non ti confonde,
se non ti fa perdere il lume oscuro della ragione

non chiamarlo amore.

A. Knut Hansen


E lei, ora, lo può chiamare davvero.
Ora può riuscirci.

sabato 3 febbraio 2018

Ricordami


Ricordami che devo morire
che ci sono fiori sul balcone da innaffiare
e panni stesi da recuperare,
ricordami che c'è un tempo per tutto
e questo tempo io lo devo trovare
lungo e concentrato come non sarà mai
ricordami che mentre io rido qualcuno piange
che non sono colpevole di tutto
ma qualche bicchiere di troppo c'è stato
ricordami le parole le note e gli aghi
di tutte le promesse fatte da giovane
quando ancora sapevo da che parte stare

ricordami di non programmare di fecondare
di coltivare di aspettare la pioggia e il sole
di mietere benedire il raccolto e scendere dalla croce
ricordami di credere nelle mani che sanno dare
che costruiscono e fanno male mani dello stesso corpo
da ricostruire all'inizio di ogni giorno
ricordami di pregare di non bestemmiare
di non uccidere di non farmi del male
di non amare troppo ma di amare
ricordami la bambina che dentro mi ride e canta
che si è fatta una promessa
ma non l'ha ancora mantenuta.

(Maria Attanasio)




domenica 28 gennaio 2018

Quel Cassio laggiù ha un aspetto troppo magro e affamato: pensa troppo, e uomini del genere sono pericolosi.

L'amore serve a renderci deboli e dipendenti, senza l'amore una razza di guerrieri solitari sarebbe padrona dell'universo. Eserciti unidimensionali senz'altra ambizione che vagare per valli senza nome. L'amore che ci inculcano fin dal primo vagito è un antidoto alla nostra ansia di non essere, non sapere, non dovere. *

E' questo che pensa. Lo pensa davvero. Lo crede sul serio.
Almeno una parte di lei.
Quella stessa parte di lei che le suggerisce che sta perdendo colpi. E no, non è la memoria, quei frammenti di ricordi vecchi e nuovi che le sfuggono via senza accorgersene come una chiave che scivola dalla tasca. E' lei, è colpa sua.

"Ti fidi di me?"

E lei si fida. Di Edward, di Clem, inizia a farlo anche di Scout.

Ma quella voce le ricorda che sbaglia. Che a fidarsi si abbassa la guardia e i Comandanti finiscono pugnalati alla schiena o peggio, incassi 23 coltellate e viso aperto.

Tu quoque, Brute, fili mi!

Cesare è stato ucciso da suo figlio - che poi chissà se fosse davvero suo figlio - perché lo amava troppo.
Quelle parole le rimangono incastrate nella testa, la fanno ubriacare una sera, la fanno guardare con occhi diversi e le fanno uccidere suo figlio prima che lui possa uccidere lei e quella notte c'è qualcosa che muore e qualcosa che nasce ma la Profezia si compie, a suo modo.


Sbaglia. ...?
Sbaglia a credere che una come lei possa davvero sperare di essere il quel qualcosa in più, nella vita di qualcuno.
Sbaglia a guardare Edward e a non farsi domande, a credere che davvero lui ci sia, che non verrà mai deluso dalle sue scelte.
Ad ancorarsi al corpo di Clem come se potesse trascinarla via dal Mondo.
A guardare a Scout come un'alleata, finalmente, dopo anni in cui non ne vedeva uno. Dopo anni in cui ha preferito il sospetto.

La vita ha in sé la morte... prima o poi.
La fiducia ha in sé il tradimento... prima o poi.




Ma poi sorge un'altra mattina e non è quel poi in cui le ferite arrivano, è una mattina in cui può concedersi dei forse. Forse. Forse. Sbircia il profilo di Max. Forse...

Il cellulare usa e getta vibra.

"Non ti stanchi mai di avere ragione?"

A volte... si.



* = E.M.Reyes - La sensualità della Pantera Rosa

giovedì 25 gennaio 2018

Essere umani essere vivi

 A volte ho l'impressione che tu non voglia più essere umana, Iris.


Tu cosa fai per essere vivo?
Tu cosa fai per essere umano?
Per restare umano.
Lei non ricorda più
come si fa
a non preferire
il dissolversi.



La mattina dopo pensa che la cosa più umana che possa fare...
Sia fumarsi una sigaretta.


domenica 22 maggio 2016

Insonnia

Cammina per il Laurel Hill Cemetery.
Lo spicchio del sole che tramonta lancia una luce macabra e rossastra sulle lapide di marmo grigio, facendo allungare le ombre scure sull'erba secca.
Cammina fra alberi morti, i loro rami spogli allungati in una preghiera disperata verso il cielo sanguinante che è  rimasta evidentemente inascoltata.

Segue una strada che sa solo di dover fare prima che il sentiero la porti in un campo sterminato di tombe. La terra smossa è fresca.

Maximilian Ethan Lee 1996 - 2024
Arthur Blake 2001 - 2024
Matthew Kevin Simmons - 1999 - 2024
Donovan Archer 1995 - 2024
Jennifer Fox 1998 - 2024

E continua così a leggere e a guardare ogni lapide dei suoi studenti, docenti, classer fino a fermarsi

Marcus Dansi 1958 - 2024
marito e padre amato. 

Osserva la scritta, inginocchiandosi nella terra umida, le dita che vanno a seguire i contorni delle lettere in rilievo.

"Come ho potuto permettere che accadesse?"

Non se lo sa spiegare. Non sa spiegarsi perché lei è ancora viva e non è morta per provare a salvarli.

"Perché sei troppo debole per provare a fare qualcosa, Preside"

Si volta e si tira in piedi in un sol gesto, trovandosi faccia a faccia con quel volto scavato e pallido.

"Pestilenza"
"Preferisco Romanov"
"Ti abbiamo fermato"
"Ne sei sicura? Ah... Preside Carter dovresti davvero pugnalarti."

Si ritrova con un pugnale in mano, la lama lunga e lavorata, come quella di un rituale. Una iscrizione che in alcun modo riesce a leggere.
Il braccio le trema nello sforzo di non seguire il comando mentale che le viene impartito.

"Non hai la forza di opporti. Ed infondo... non hai già tradito tutti i tuoi figli?"

Pestilenza sorride e ghigna mentre si essicca e si disperde come polvere e Carestia compare dietro di lui.

"Uno in più che differenza fa?"

Nel momento esatto in cui il pugnale le trafigge il ventre e mette fine alla vita che ancora non ha dato al Mondo, vede materializzarsi la sagoma di un'altra donna. Lunghi capelli neri. Lilith. O almeno come se la raffigura.

10. La morte dei primogeniti maschi. 




Mentre le osserva allontanarsi entrambe con la città ai loro piedi e si lascia morire perché ha perso tutto, tutto ciò per cui valeva la pena di combattere, perché ha perso l'Amore ed è solo un involucro senza nulla di importante dentro, la coglie insieme al dolore della perdita, ed uno strano ed l'insopportabile pensiero di non essere la Dea più potente di Philadelphia. 




***

Quando si sveglia lo fa di soprassalto, in pieno pomeriggio dopo aver passato gli altri giorni già insonne. La fronte imperlata di sudore. Un grido che squarcia la calma della sua casa e le mani chiuse intorno a due lame di energia psichica, violetta, che manda una luce flebile tutto intorno.
Guarda le due lame, la risposta della sua mente a quella paura, la risposta del suo sangue a quel presagio di morte, la risposta del suo potere per essere più forte, per trovare un finale diverso all'incubo.






lunedì 16 maggio 2016

Iris Carter è una persona seria Parte 2

Durante un classico allenamento alla Young Gifted School quando riesci ad atterrare ancora tuo marito, figlio di Thor. 


Perchè le figlie di Athena vincono con umiltà e senza beffarsi dell'avversario.




sabato 14 maggio 2016

Vorrei insegnare

Vorrei insegnare ai miei figli che la paura non è terrore
e che il terrore immobilizza mentre la paura fa agire.
Che devono fare quello che li spaventa almeno una volta al giorno
per non perdere l'abitudine.

Vorrei insegnare ai miei figli a ringraziare ogni mattina
in cui si svegliano e non devono dividere il mondo fra amici e nemici
ma far capire loro che quando arriverà il giorno
dovranno imparare a riconoscerli.

Vorrei insegnare ai miei figli che c'è ricchiezza nella diversità 
che diverso non è sbagliato
e sbagliato quasi sempre è ingiusto
e ingiusto è non avere uguali diritti, uguali libertà.

Che va bene fare la guerra per la libertà 
ma che si deve puntare alla pace. 
Che non c'è debolezza nei compromessi
ma ci sono compromessi che non si possono accettare. 

Vorrei insegnare ai miei figli ad avere un cuore grande
e che amare tanto non è però svendersi
ma è regalarsi e che i regali vanno a chi li merita
e chi lo merita è perché a loro volta li ama.

Vorrei insegnare ai miei figli ad essere felici
anche quando il Mondo vorrà farli sentire in colpa
di quella felicità,
anche quando sarà più facile arrendersi al dolore
perché la tristezza è un brutto vizio.
Ad essere felici immensamente ma con intelligenza:
che non dimentichino le sofferenze
che non dimentichino le sconfitte e le perdite
ma che, proprio per via di quelle, imparino la felicità
delle piccole cose, delle piccole vittorie
che poi tanto piccole, non sono mai.





martedì 10 maggio 2016

La furia di Athena

La YGS non si fermerà, non dormirà, fino a quando non avremo fermato quell'uomo a costo di ammazzarlo con le mie stesse mani! Sono stata chiara?!
Andremo avanti con i nostri alleati o da soli e metteremo fine a questa storia! Sono stata chiara?!  
Ora più che mai vi voglio uniti. A difesa della nostra casa, a difesa dei nostri legami! 
Metteremo in campo tutte le nostre forze.
Cacceremo questi Cavalieri dal buco nel culo dal quale sono venuti che sia l'inferno dei miei Avi, quello di Dio Onnipotente o quello che appositamente creerò per loro. Per i nostri compagni in coma! Perché ha profanato la sacralità e la sicurezza di casa nostra!
E' una questione personale. Hanno colpito la nostra famiglia!
Non puntano solo alla nostra città. Non puntano solo ai nostri alleati. E a NOI che hanno fatto del male. E la Young Gifted School crollerà e la Preside perirà sotto le sue macerie prima che questo accada di nuovo!
Diramiamo un allarme per tutti i cimiteri e le cripte della città e intorno alla città. Vogliono loro sorella? Beh mi troveranno con le mani al collo di quella stronza.
Scoviamo quel bastardo. Ci divertiremo a decimare la loro famiglia.      


Vogliono l'apocalisse? E noi gli daremo la guerra! 

sabato 16 aprile 2016

Preparativi per la battaglia

Piena notte ma lei non sta dormendo. Osserva Marcus riposare sul letto accanto a lei. Si alza e recupera piano il telefono, andando nel corridoio per rispondere.

" Iris, sto per mandarti il piano finale per Baal. L'esercito è arrivato e ormai sarà una questione di pochi giorni prima dell'attacco. E' ora di chiudere questa storia. "
"Perfetto King. Scendiamo in guerra e torniamo vincitori. "

Attacca e questa volta spegne il telefono. Cammina in punta di piedi fino alla camera di Zoe, la sbircia dormire serenamente e felice perché i bambini che il Mondo rischia di finire non devono saperlo e non devono sapere che se il Mondo si salva ma Mamma e Papà si sacrificano per farlo allora è come se, un po', il Mondo finisse lo stesso per loro. 

Preparativi per la battaglia:

1 - tornare a letto, svegliare tuo marito e farci l'amore.
2 - formare la squadra per vincere e per tornare tutti sani e salvi.
3 - ricordarti che pregare tua Madre non ha importanza e che lei non ti ascolterà per cui tanto vale fare affidamento solo su quello che c'è qui: i tuoi alleati, il tuo esercito, la tua mente, i tuoi pugni.
4 - assicurarsi che la Scuola non crolli mentre tu pensi ad altro: dare ad ognuno qualcosa da fare.
5 - parlare con chi ha bisogno delle tue parole, insegnargli e chiedergli di avere cura di Marcus nel caso tu non riuscissi a tornare.

***
Donovan... Devi imparare che le persone hanno bisogno di uscire da una battaglia vedendo quanto in quella battaglia hanno ottenuto o non sarai mai un buon generale ma solo un soldato semplice. Il morale è fondamentale, soprattutto quando la guerra è ancora in corso, quando le altre battaglie vanno male. Puoi criticare gli insuccessi ma dopo come io ho fatto con Jennifer, Hilde e Matt quando sono tornati dalla missione con i Wolves che è stato un disastro. Ma prima... prima devi dare tempo. Tempo anche solo di essere contenti di essere ancora vivi. Credi che io invece non sia programmata per guardare la situazione nel complesso? Io ci sono nata così. Anche se volessi non ptorei guardare il Mondo in modo diverso ma proprio perché hai questa capacità devi imparare a cogliere anche un altro punto. Ed è quello umano. Il momento dei bilanci viene dopo, prima devi lasciare che le persone godino di quell'istante, di quella piccola vittoria che li spingerà a combattere anche la prossima battaglia perché se non gli dai quello allora alla prossima, sul campo, ti girerai e non vedrai nessuno dietro di te. Ogni parola, ogni discorso, ha un suo tempo per esistere. E' come ... con la classe dei bimbi. C'è un momento per rimproverarli, un momento per dirgli bravo, un momento per rassicurarli. E' questo che fa di un generale, un buon generale: il tempismo.Io voglio insegnarvi. Finché ci sono. Perché potrei morire contro Baal, Donovan. Perché sarò in prima linea. Ed io ho bisogno di sapere che i miei insegnamenti non moriranno con me.

Tu e Jennifer dovrete occuparvi di Marcus perché potrebbe decidere di spendere il resto della propria vita nel cercare un modo per venirmi a recupare nell'aldilà. Ade o Vallalah che sia. Perché è lo stesso che... che farei io. Ma non è il modo giusto di vivere tutti gli anni che avrebbe ancora davanti 

***


6 - chiedere a qualcuno di cui ti fidi di occuparsi di tua figlia mentre sei in missione.

***
Grazie del messaggio Jennifer.
Vedremo di tornare a casa anche se ancora non so chi verrà con me in missione.
Nel caso... Potresti tenere tu Zoe per quella sera? La lascio alla scuola ma vorrei che avesse qualcuno oltre alla normale baby sitter a darle un'occhiata.
Va sempre in giro con un peluche a forma di giraffa ultimamente: assicurati che non lo perda.
E poi le piacciono i cartoni animati ma non le far vedere cose tipo.. Bambi o robe dove uno dei genitori muore. Non vorrei portasse sfiga, sai com'è.

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7 - Ricordarti che comunque andrà: a Baal gli vuoi fare un culo grande quanto l'Olimpo e che è venuto a rompere le palle alla Semidea sbagliata e per farglielo capire... Ci sta anche morire, basta che i tuoi compagni e l'amore della tua vita tornino a casa.